A Udine in questi giorni si svolge il Wikipride. Dalla presenza della parola “pride” avete già capito di cosa stiamo parlando. Io ho contribuito alla causa con un disegno, appeso alla mostra aperta fino al 10 giugno presso il Make in via Manin.
Il termine LGBTQI che ho dovuto rappresentare è “Stonewall”, storico locale gay preso spesso di mira dalle forze dell’ordine. Non sapevo cosa fosse, non sapevo quasi nulla di questo mondo. Un po’ perchè non mi appartiene, un po’ perchè trovo assurdo che nel 2017 ci sia ancora bisogno di stare a specificare e definire le preferenze sessuali delle persone.
Tra le altre cose ho scoperto in diretta che l’esposizione era un concorso e mi sono beccato il terzo premio. Due bottiglie di vino.

Ho parlato con lui solo due volte. La prima ero troppo stolto per capire, la seconda mi ha regalato un suo libro.

Era un personaggio talmente particolare che meritava una caricatura. Il giorno dopo questo incontro sarei voluto tornare a trovarlo per portargli questo ritratto rapace, e per poterlo ascoltare ancora, parlare con quella sua voce da creatura mitologica. Era già ripartito per la Svizzera. Molte cose mi lasciavano intendere che non l’avrei piú rivisto.

Adesso ho solo quel piccolo episodio da tenere a mente, da girare e rigirare fino a quando chissà, magari non diventerà una grande avventura.
Grazie alle persone ed alle vicissitudini che me lo hanno fatto incontrare.

Assieme al Collettivo Spicelapis, in collaborazione con il Far East Film Festival di Udine, partecipo alla mostra METAMORFOSI, dedicata alla trasformazione nel mondo orientale.
L’opera si sipira alla tradizione tibetana, secondo la quale gli abitanti del Tibet discendono dal Chenrezig, divinità della compassione (che da il titolo all’opera) incarnatasi in uno scimmione, ed una orchessa delle montagne.
La civiltà tibetana si sarebbe poi evoluta ed edificata attraverso la dinastia dei Re Celesti, divinità in contatto con la terra attraverso corde magiche descritte come arcobaleni.

Silvia e l’Orco vuole essere un tributo al Friuli ed alle sue leggende, calato nella cronaca del disastro naturale che lo ha sconvolto ormai 40 anni fa, al fine di ricordare con uno sguardo diverso la trasformazione di una terra che segue da sempre una sua storia del tutto peculiare.

Il fumetto è realizzato in maniera completamente indipendente da me e Giovanni De Luca di Venzone, con la collaborazione di Cristina Di Gleria per i testi in friulano, e si puo’ leggere gratuitamente al seguente indirizzo, anche se non ancora completo: terremotoafumetti.it

Ecco i disegni che espongo alla mostra organizzata da SpiceLapis, Collettivo Illustratori FVG, che arriva a Pradamano per festeggiare il Gemellaggio con la cittadina di Bad Bleiberg e il grande spettacolo dei Krampus!

Questo il trittico con il quale mi presento…siccome adoro citare e nascondere riferimenti nei miei disegni, propongo i Krampus in versione satanica-agnostica-mistica-pagana-religiosa e chi più ne ha più ne metta. La fantasia è colei che ci tiene in vita, ed allora perchè non abusarne? Vivere non fa male…